Il Sito di Daniele Dattola

VISITA ALL’INSEDIAMENTO ROMANO DI PALAZZI (COMUNE DI CASIGNANA).

 

 

Tra Reggio e Locri in località Palazzi, lungo la SS. 106 per circa 1 km. e a 300 mt. dalla spiaggia in un’area di circa 15 ettari sono stati trovati nel 1963 durante gli scavi, per il passaggio di un acquedotto, i resti di un complesso di edifici di età imperiale romana risalente al I°-V° sec. d.C., nel mezzo di questo complesso un edificio termale con pavimenti a mosaici e lastre di marmo.
Mi sono recato a visitare questo complesso di edifici, unitamente a tutti i soci del Circolo Culturale “Meli” di Melito P.S., che hanno organizzato una visita guidata.

 

 

 

 

 

Ad attenderci un’ottima guida,  l’ing. Crinò.

 

 

 

 

Il complesso si estende sia a nord che a sud della SS 106. Sono state portate alla luce circa 20 stanze e 7 vasche, un vero e proprio sistema termale tipico delle costruzioni romane.

 

 

Al centro dell’area una grande villa articolata con vari ambienti, e un grande cortile. A ovest del cortile l’impianto termale della villa.

 

 

A sud rivolta verso il mare e sotto la SS 106 la parte residenziale,

 

 

 

in un’altra area ambienti di servizio.

 

 

Le guide ci hanno informato che da studi effettuati risulta che l’area è molto più estesa e che ci sono ancora tanti ruderi da scavare, quindi questa zona si presenta interessantissima.
Gli esperti dicono, anche, che trattavasi di una enorme villa che per come era strutturata poteva paragonarsi ad una fattoria, tenuta da un grande proprietario, sicuramente romano, che in questi ambienti si riposava insieme ai suoi ospiti e amici.
Io non condivido questa interpretazione perché l’impianto termale è notevole, intendo troppo grande per una sola famiglia e i suoi ospiti.
E’ giusto invece considerare che nella  costa Jonica in quel periodo passava  la strada Appia-Traianea, infatti a Melito di Porto Salvo sono stati trovati 2 cippi miliari, (che sono conservati al Museo di Reggio Calabria), mentre 1 è stato trovato nel territorio di San Pasquale risalente all’imperatore Massenzio e dopo riutilizzato sotto Valentiniano infatti il cippo è inciso 2 volte agli apici, per cui una scritta è contraria all’altra (v. foto Vallata S. Pasquale);

E’ facile ipotizzare, per quanto mi riguarda, vista la posizione della villa romana che anche questa di Palazzi di Casignana era una stazione di sosta dei viaggiatori che potevano usufruire dei servizi necessari per il cambio dei cavalli e il riposo.
Tutta la villa nel suo complesso si presenta come un’opera importantissima in quanto vi sono preziosissimi mosaici policromi, molti già tirati fuori ma moltissimi ancora da scoprire, se notate nelle fotografie quelli ancora da restaurare presentano sulla loro superficie un pavimento di ciottoli e questi ancora sono numerosissimi. La fattura dei pavimenti è finissima, i mosaici notevoli. L’impianto termale presenta i forni dove veniva accesso il fuoco per riscaldare gli ambienti

 

 

 

 

che erano costituiti da stanze dette “Calidarium” dal forte calore e vapore,

 

 

da altre “tepidarium” che erano riscaldate leggermente

 

 

 

e dal “frigidarium” stanze non riscaldate.

 

 

 

La pavimentazione si presentava quindi in molti ambienti in mosaico, le pareti erano rivestite con marmi e vi erano 2 vasche per l’immersione.

 

 

Un ambiente con pavimento a mosaico, collegava l’impianto termale con le camere padronali verso il mare. All’interno di questo complesso termale è stato trovato un mosaico con la rappresentazione delle nereidi, donne che cavalcano quattro animali, cavallo, tigre, toro e leone. Gli animali presentano la parte finale del corpo a coda di pesce. (Le nereidi secondo la leggenda figlie di Nereo uscivano dalle acque tempestose e aiutavano i marinai a trovare la giusta rotta).

In un’altra sala la rappresentazione delle quattro stagioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

Vi sono anche pavimenti in lastre di marmo.

 

 

Tubi in terracotta permettevano il passaggio nelle stanze del calore e del vapore, tutto questo è visibilissimo nelle foto. Nelle vicinanze una necropoli con importanti reperti. Nella parte alta del complesso all’entrata una fontana imponente con un sistema di raccolta delle acque.

 

 

 

 

E’ così importante questo sito che necessita una visita da parte di tutti.

 

 

Melito P.S., li 13.03.2011

daniele dattola

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