Il Sito di Daniele Dattola

Reggio Calabria prof. Franco Mosino

 

Per un problema tecnico ho notato che un precedente mio articolo relativo alla commemorazione del Prof. Franco Mosino  si è perso, per questo motivo mi pare giusto riproporlo in data odierna a memoria di questo famoso studioso che ha lasciato in noi (suoi amici) un grande ricordo.

L’articolo iniziava con la notizia che il 16 luglio 2015 era morto il prof. Franco Mosino  e riprendeva con questa commemorazione

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Roma giovedi 21 gennaio 2016, alle ore 17,30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione n. 4, si è tenuta a cura del Circolo Culturale Apodiafazzi, un incontro in memoria del Prof. Franco Mosino dal tema:” Un filelleno per  Amico”.

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Al tavolo dei relatori il Dr. Carmelo Giuseppe Nucera, Presidente del Circolo Culturale “Apodiafazzi” ,  Per la Difesa e la Valorizzazione della Lingua e Cultura Greco – Calabra;

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Il Prof. Domenico Minuto, noto storico e scrittore , amico del Prof. Mosino;

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il prof. Domenico da Empoli, discente delle Finanze a Roma 1; il prof. Giuseppe Bombino, Presidente dell’Ente Parco Calabria, docente presso l’Università di Agraria della Calabria;

e i nipoti del Prof. Mosino, Diego che ha assunto la conduzione dell’’incontro e la sorella Manuela Carastro, non so se in Sala erano presenti gli altri due nipoti. La piccola Sala era gremita di Autorità, senatori, deputati della Repubblica , amici e soci delle varie associazioni culturali. Tutti i relatori, sono intervenuti per commemorare questo grande uomo di cultura, che si amava definire filelleno, anche io voglio ricordarlo in questo sito per cui riporto il discorso fatto alla Camera dei Deputati dal Dr. Carmelo Giuseppe Nucera, Presidente del Circolo Culturale “Apodiafazzi” nonché già sindaco di Bova che ha Commemorato anche Lui il prof. Mosino quale Presidente Onorario dello stesso Circolo ecco il suo intervento (mi scuso per qualche imperfezione)

“Filologo, studioso, linguista, grecista, latinista, ricercatore, studioso, letterato, Presidente onorario del Circolo di cultura Greca “Apodiafazzi”  , si contraddistingueva per un suo amore sviscerato per la sua città, per la cultura magnogreca, orgogliosamente amava definirsi filelleno, si e voluto ricordare con l’iniziativa della sua famiglia, degli amici che vogliono ricordare e onorare  il suo impegno di ricercatore, di studioso, di linguista, di grecista attento e studioso, di intellettuale Mosino è stato un grande amico e sostenitore del patrimonio culturale della terra di Calabria, del suo patrimonio linguistico; Reggio ha perso un pezzo di storia, con la sua opera l’Odissea scritta a Reggio, prove testuali, topografiche, epigrafiche, filologiche, antropiche, avanzò l’idea che l’Odissea uno dei massimi poemi dell’umanità, possa essere stato scritto a Reggio ad opera di un greco, che aveva partecipato alla fondazione della città di Reggio, e di questo paesaggio, di questo mare Mediterraneo e in particolare dello stretto di Scilla e delle isole Eolie, casa del Dio dei venti, fosse rimasto affascinato. La coincidenza cronologica tra la fondazione della città ad opera dei  Calcidesi e la nascita della tradizione Omerica con la presenza a Reggio di Teagene (522) primo critico esageta di Omero, pubblicò l’Iliade e poi di un centro di studiosi di Omero, e quindi sono singolari coincidenze che Mosino mette in luce e lo portano ad affermare che l’Odissea non sarebbe altro che il racconto della fondazione delle avventure per la fondazione di Reggio e poi dice ma quale Greco dell’Asia avrebbe potuto conoscere le correnti dello Stretto, i suoi colori, il flusso e il riflusso del borgo di Cariddi che ancora oggi i marinai di Scilla e Bagnara chiamano con la parola greca “rema montante rema ascendente” e poi bisogna dire che Mosino è stato quello che ha scoperto i 5 acrostici delle due opere e quegli acrostici erano li da 2700 anni perché altri non hanno visto dove Mosino ha visto, saranno anche coincidenze, però sono coincidenze che vanno ascritte alla curiosità, all’impegno del prof. Mosino e questa rivisitazione in una repubblica democratica come la nostra dove ci sono correnti e pensieri diversi,  quella rivisitazione che Mosino fa è stata incoraggiata da autorevoli pareri di archeologi, di grecisti , Franco Mosino nel 54 a soli 22 anni si laurea con 110 e lode nella facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Messina con una tesi in archeologia sull’auriga di Delfi, bronzo attribuito allo scultore Pitagora da Reggio, relatore il suo maestro l’archeologo Giulio iacopi sovrintendente alle antichità della Calabria e con relatore il grecista calabrese Aristide Colonna, da questa sua tesi di laurea abbiamo pubblicato con l’Apodiafazzi una monografia dal titolo l’Auriga di Delfi e il bronzista Pitagora da Reggio di questo testo Franco Mosino era molto orgoglioso prima perché lui nel 54 quando fece la tesi difese il valore artistico del giovane Auria che in quegli anni veniva sottovalutato da storici dell’arte antica, ma anche perché poi attraverso questo saggio lui avanza una proposta agli studiosi dell’arte greca di mettere a confronto i Bronzi di Riace con l’auriga di Delfi e lo Zeus del Museo di Atene. Un grande congresso a Reggio sulle statue bronzee, al fine di approfondire le conoscenze sulle tecniche e gli stili e i committenti di queste opere e con la monografia a differenza di quanto aveva sostenuto prima con la tesi attribuisce a Pitagora da Reggio e non a solanas cosi come si dice l’opera e l’auriga di Delfi non è cosa di poco conto. Un’altra fatica di Franco Mosino, ma forse più che una fatica è stata un divertimento che lo ha soddisfatto che ha soddisfatto la sua curiosità è stato il dizionario etimologico dei grecismi scientifici che è stato l’ultimo suo regalo con dedica ai Greci di Bova che da secoli usano la loro lingua greca questo lavoro è uno strumento indispensabile per gli studenti che non hanno studiato greco al fine di conoscere la loro origine greca, il significato dei vocaboli, scientifici e tecnici. Mosino è stato l’autore di numerose opere molte  sono state richiamate, richiamerò poi qualcuna, mi preme ricordare come Mosino, con grande atto di generosità, ha nel 2003 fatto donazione al circolo di cultura greca Apodiafazzi di tutti i suoi beni culturali raccolti in tanti anni di studi e ricerche e nel 2005 il Comune di Bova capitale della cultura greca gli ha conferito la cittadinanza onoraria per i suoi meriti linguistici avendo Egli con i propri scritti e il suo lavoro di studioso contribuito alla valorizzazione della cultura calabro-greca e con la sua donazione libraria al circolo “Apodiafazzi” ha arricchito la città di Bova di un notevole patrimonio  culturale. Domenica delle Palme a Bova s’inaugurerà il Museo a Gerhard Rohlfs, questo Museo conterrà una sala, non è presente il Sindaco di Bova questa sera che manda i saluti al consesso e conferma l’impegno con l’Apodiafazzi per dedicare una sala a Franco Mosino all’interno del Museo. Nei testi di Mosino , nell’ambito degli studi classici, storici e linguistici ci sono opere di grande spessore cito soltanto Ibico testimonianze e frammenti, l’opera è citata in tutti gli annali storici e culturali greci. Franco è stato candidato al premio Nobel recriminava perché questa branca della letteratura è trascurata, è stato vincitore del premio Sila, Cavaliere al merito della Repubblica, medaglia d’oro come grecista, assegnato dal Comune di Sant’Alessio, cittadino onorario della Chora dei greci di Calabria, è stato amico di Rohlfs, continuatore nel prediligere la lingua la storia e la  cultura dei Greci antichi, medievali, moderni, dedicando numerosi studi agli ellenofoni della Bovesia dando cosi un qualificato contributo al mantenimento della lingua e delle tradizioni calabro-greche aveva collaborato anche con karanastasis, grande grecista greco dell’Accademia di Atene e con tanti altri. Avviandomi alla conclusione mi preme ricordare quando nel 1981 il professore Filippo Maria Pontani fini di pubblicare presso Einaudi l’antologia Palatina Franco Mosino gli scrisse esortandolo a continuare con gli epigrammi sepolcrali, dice Mosino mi sembrava quella di questi epigrammi sepolcrali una sorta di palatina dei poveri, degli sconosciuti sia riguardo al soggetto trattato sia riguardo agli Autori, dice ancora Mosino, Pontani non rispose forse non ebbe il tempo. Da allora l’idea di Mosino di un’edizione italiana degli epigrammi di Pek con testo greco traduzione commento topografico linguistico e storico per ogni epigramma non lo ha più abbandonato fino nel 1998 quando decide di cominciare il lavoro gravoso, la prof.ssa d’Amore ha pubblicato 62 epigrafe greche del museo di Reggio, il Pek ha trattato  2128, è un lavoro immane e alla fine  iniziò questo lavoro per pubblicare questi epigrammi fino allora rimasti come una ricca collezione fuori dalla portata di quelli che non erano specialisti della materia. Questa letteratura ritiene Mosino si può considerare come il prodotto della cultura di quel ceto medio che è di solito trascurato a torto nella ricostruzione e nelle tipologie del mondo antico, il saggio di Mosino vuole sanare tale vistosa e ingiusta omissione, l’opera autoprodotta è stata conclusa nel 2006 e ha come titolo “la letteratura greca dei semicolti” documentazione epigrafica dal sec 6° a.C. al sec. VI° d.C. Test Pek ed è divisa in tre volumi, nel I° volume introduzione, versione, commento indice dei nomi del corpus degli epigrammi sepolcrali edito da Werner Peek, nel 1955 a Berlino da uno a mille nel secondo volume fino a 2128, nel 3° volume la riproduzione fotomeccanica su licenza dell’Accademia di Berlino di quanto aveva pubblicato il Peek cito solo il Peek la numerazione che da Mosino dice Mosino Peek 1…2.fino a 2128, cito solo Peek  Mosino,  n. 46 l’alleato di Atene Silene reggino un tempo la vasta Atene seppellì  questo eroe venuto dalla patria per un’alleanza e infatti Sileno figlio di Foco che nutri Reggio felice, uomo giustissimo questa epigrafe è al Keramikos di Atene io sono  andato a trovarla perché con Mosino decidemmo di andare a trovarla questa epigrafe e siamo riusciti nel nostro intento non ci stancheremo mai come Associazione Apodiafazzi di rendere testimonianza ad un educatore, ad un Maestro di vita, che ha messo la sua passione, le sue competenze di studioso al servizio della città di Reggio, della comunità calabro greca, delle Associazioni ad ogni livello comunali, regionali, nazionali ricordando che il suo impegno assieme al prof. Domenico Minuto che è qui con noi, assieme alla prof.ssa Mariotti avevano promosso e organizzato gli incontri bizantini per l’esplorazione di quel ricco patrimonio culturale che quella civiltà aveva lasciato all’umanità e io penso ai codici greci su cui è in itinere per conto di Apodiafazzi e delle Associazioni delle biblioteche di cui mi onoro di essere Presidente, un progetto di divulgazione, se le istituzioni daranno una mano perché i matrimoni non si fanno con i figli secchi e mi compiaccio però di avere il sostegno del prof. Santo Luca’ che è tra i massimi esperti della materia e rimando ai suoi scritti per un approfondimento dei codici greci dell’Italia meridionale abbiamo anche come Apodiafazzi deliberato di indire a far data da questo anno 2016 un premio letterario intitolato al prof. Franco Mosino, filelleno, un premio letterario che si articola in tre sezioni narrativa, poesie, tesi di laurea e opere sulla figura di Franco Mosino, questo e’ quello che riusciamo a fare noi , ma adesso è tempo che le istituzioni della Calabria, di Reggio  diano una mano perché i figli migliori che hanno cose da dire, possano far diventare quelle cose,  patrimonio della gente,  grazie per questo Ricordo.”

Mi pare giusto a questo punto dire qualcosa di più sulla vita del Prof. Mosino a memoria dello stesso.

Nato a Reggio Calabria il 14 luglio del 1932;  morto il 15.luglio del 2015 a 83 anni;

Laureato in lettere classiche a Messina con una tesi di Archeologia con 110/110 e lode;

Dal 1955 al 1990 è stato professore di latino e greco nei licei classici, vincitore del Concorso a Preside;

Socio del Sodalizio Glottologico Milanese, (Università Statale di Milano);

Socio benemerito dell’ “Associazione Nazionale Interessi del Mezzogiorno d’Italia”, fondata dal senatore a vita Umberto Zanotti Bianco;

Ha pubblicato 30 saggi di ricerche nella filologia e nella glottologia, con particolare attenzione alla grecità;

Migliaia i suoi articoli e le sue note di storia calabrese e italiana;

Candidato al Premio Nobel per la letteratura come saggista, presentato da 4 Docenti Universitari (2 italiani, 1 Tedesco, 1 Giapponese);

La città di Bova gli ha conferito la cittadinanza onoraria;

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo ha nominato Medaglia d’Oro, quale Cavaliere al merito della Repubblica, come grecista del Comune di S.Alessio in Aspromonte.

Voglio ancora ricordare che

Nel 1970 il medico Consolato Paolo Latella, su richiesta del Prof. Franco Mosino, propose al Consiglio Regionale della Calabria, una importante modifica e integrazione di una bozza di statuto regionale, circa le minoranze linguistiche in Calabria. In questa bozza erano citate le minoranze Albanesi e Occitane, mentre i Greci di Calabria, non erano riconosciuti per un difetto grave d’informazione. Il Consigliere Paolo Latella, accettò di proporre l’integrazione con la citazione nello Statuto dei Calabrogreci o Grecanici.

L’eminente prof. Franco Mosino  espose in modo lodevole una storia della città di Reggio  il cui titolo è: ”Dal poema dell’Odissea ai Calabro-Greci passando attraverso il laboratorio filologico del reggino Teagene (VI° sec. A.C.)

Ed infine voglio ricordare che il prof. Mosino  in molti suoi convegni faceva presente il contenuto di una epigrafe nella quale ricordava che  un gruppo di Messeni approdarono sul fiume Apsias (attuale Calopinace,non ultimo il Prof. Castrizio sostiene fosse l’Alece) e fondarono Reggio, una delle più importanti città della Magna Grecia. Ben presto  i cittadini reggini, divennero fedeli alleati di Atene. Tanto è vero che ad Atene, nel cimitero dal V° sec a.C., ci sono le ceneri dell’ambasciatore di Reggio Sileno, che era andato li per ottenere questa alleanza, quando la guerra del Peloponneso portò a Reggio l’armata navale dei Greci contro i siracusani. Nell’epigramma sepolcrale e’ scritto: ”Un tempo la vasta Atene seppellì questo eroe, venuto dalla patria qui per un’alleanza: è infatti Sileno figlio di Foco, che già nutri Reggio felice, uomo giustissimo”. Per quanto sopra richiamo l’epigrafe in marmo conservata al Britsh Museum di Londra  e una al Museo Keramikos di Atene / Trattato di Alleanza Rhegion /Atene 433 a.C. in essa è scritto:” Sarà fede e ricchezza e sincerità tra Ateniesi e Reggini e alleati, saremo fedeli giusti e forti difensori secondo i patti.”. Richiamo infine che nell’anno 433/432, in preparazione di questa alleanza, dalla calcidese Rhegion, sua patria, Sileno era stato inviato ad Atene per concludere l’alleanza, e vi trovò la morte e degna sepoltura nel Keramicos dove si trova l’epigrafe. In essa vi è scritto:” Un tempo la vasta Atene seppellì questo eroe, venuto dalla patria qui per un’alleanza: è infatti Sileno, figlio di Foco, che già nutri Reggio felice, uomo giustissimo”. Nello studio dell’epigrafia fatta dal Prof Franco Mosino Componente il Comitato Direttivo del Circolo Apodiafazzi / vedi PeeK/Mosino 46, La Letteratura greca dei semicolti; documentazione epigrafica dal VI sec a. C. al VI sec. d.C. /Peek Reggio Cal 2006, viene messo in evidenza come già nel 410 a.C. anno di costruzione della tomba e dell’epigramma sepolcrale, l’idea di una “ terra felice” al di la del mare, terra abitata da altri Greci, si era accreditata ad Atene.

Oggi ritengo di dire un grande Grazie al Circolo culturale “Apodiafazzi” e al suo splendido Presidente dr. Carmelo Giuseppe Nucera perché in quanto amante della cultura greca della costa ionica, mi hanno permesso di partecipare ormai da tanti anni a questi Convegni in cui il Prof. Mosino era il principale e importante relatore. Voglio qui richiamare i principali convegni a cui ho partecipato e di cui in archivio conservo tutte le foto del Prof. Mosino.

BOVA MARINA 6.11.11 CONFERENZA SUL TEMA:” L’EPIGRAFE GRECA DEL MUSEO DI REGGIO” – L’EPIGRAMMA PER LA MORTE DI UN BAMBINO;

21.12.2011 CONFERENZA SUL TEMA “GLI EBREI DI REGGIO CALABRIA E DI BOVA MARINA;

10.2.12 REGGIO CALABRIA CONFERENZA EPIGRAFE GRECA SU UN MERCANTE GRECO DI GRANO MORTO A REGGIO NEL I-II° SEC. d. C.;

9.3.12 CONVERSAZIONE COL PROF. MOSINO SUL TEMA:”NOSSIDE LOCRESE, LA CAGNOLINA E IL SUFFISO FEMMINILE IN BOVESE”.

19.5.12 MANIFESTAZIONE:”RIGHION SOLIDALE CON IL POPOLO GRECO!” ORGANIZZATA DALL’ASSOCIAZIONE APODIAFAZZI CON LA PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA;

14.7.12 RC CONFERENZA SUL TEMA:”LA STORIA DI RHEGION ATTRAVERSO LA RICCHEZZA DELLA DOCUMENTAZIONE EPIGRAFICA DEL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE”;

12.12.2014 APODIAFAZZI PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI FRANCO MOSINO :”DIZIONARIO ETIMOLOGICO DEI GRECISMI SCIENTIFICI”.

Ecco come ho ritenuto ricordare, cosi come è stato fatto a Roma il compianto prof. Mosino…uomo insigne.

Speriamo che la richiesta del Dr. Nucera sia accolta dalle nostre forze politiche al fine di attuare un progetto per la valorizzazione e il rispetto della minoranza calabro-greca e dei beni delle nostre aree archeologiche  per un giusto riconoscimento delle nostre origini, eventualmente introducendo dei corsi , per non perdere la nostra identità, di insegnamento della nostra lingua calabro-greca, nelle scuole elementari.

Ciao prof. Franco la terra ti sia lieve, conserveremo di te un grande ricordo (pubblicato a gennaio 2016), ripubblicato a

Melito di Porto Salvo, il 29.5.2017

daniele dattola

 

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