Il Sito di Daniele Dattola

Reggio Calabria Palazzo San Giorgio Un Angelo tutelare per la città

Reggio Calabria, il 26.6.18 alle ore 17.00, presso Palazzo San Giorgio, sala delle conferenze della Pinacoteca Civica, si è svolto un’importante evento curato dalle seguenti Associazioni: “Gli Amici del Museo Nazionale di Reggio Calabria, AIParC Nazionale e Territoriale di RC, Rotary Club RC Sud Parallelo 38, relativo all’opera di restauro della statua dell’Angelo Tutelare della città, statua che è posta nell’androne di Palazzo San Giorgio.

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Sono intervenuti il prof. Giuseppe Mantella, curatore del delicato intervento,

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il Presidente del Rotary Club “Reggio Calabria Sud Parallelo 38” Dr. Luigi Leone,

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il Presidente  dell’Associazione  “Amici del Museo” Prof. Franco Arillotta

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e la Presidente Nazionale AIParC dr.ssa Irene Tripodi,

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che hanno illustrato gli aspetti culturali e storici dell’operazione di recupero della statua. Vari sono stati gli interventi tra cui quelli dell’Assessore al ramo.

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I lavori di restauro sono iniziati il 9.5.2018, sono stati finanziati dal Rotary International – Distretto 2100 Italia- e dal Rotary Club Reggio Calabria Sud, e il Rotary  Parallelo 38”, il cui Presidente Luigi Leone ha voluto e fatto finanziare l’intervento sull’Opera.

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Il progetto è stato curato da dr. Giuseppe Mantella, Resp.le del procedimento è stata la Dr.ssa Daniela Neri, Direttore dei lavori Arch. Domenico Malara. La statua fu eretta nel lontano 1637 ed era posta vicino la porta della Dogana della città. L’opera è attribuita allo scultore messinese Placido Blandamonte utilizzando marmo greco. Per quanto riguarda la storia mi rifaccio a quanto detto nella relazione del prof. Franco Arillotta.

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Nel 600 si era scatenata la guerra tra due grossi gruppi di famiglie capeggiati uno dai Munsolino e uno dai Melissari, per il predominio della città, per il  controllo della stessa. Tutto questo era nato perché un Monsolino si era vantato di avere goduto delle grazie di una signora dell’altro gruppo. Da qui era nata la necessità di vendicare l’offesa, da qui nasce l’impegno di ammazzare chi si era vantato. Paolo Monsolino fu ucciso sui gradoni della chiesa del Rosario. In realtà forse questa era una scusa perché si voleva arrivare a dominare la vita politica sociale della città, che si era ripresa dagli incendi appiccati dai turchi. Due della famiglia Melissari, quali autori di quell’uccisione vennero condannati e decapitati. Intervenne il vice Re Spagnolo e l’arcivescovo e si riusci a mettere la pace di nuovo nelle due famiglie e da qui nacque l’idea, creare una statua che ricordava questa pace, una statua che tutelasse la città, Nello Scudo dell’angelo tutelare San Giorgio, la donzella, lo stemma, il drago. Nella statua vista di fronte dopo tanti anni manca un braccio. Il prof. Arillotta disse a quelli della Sovraintendenza se andate nei depositi della chiesa di San Giorgio il braccio lo trovate, perché sapeva che era la, sono andati e l’hanno trovato, naturalmente il Direttore dei lavori progettista ha fatto sapere che sicuramente è quello, ma tutto va accertato, facendo degli esami del materiale del braccio e del busto in marmo, ha lamentato il fatto che manca un pezzo di moncone del braccio iniziale dell’attacco alla spalla. A questo punto il prof. Arillotta fa vedere a tutti nella sala una stampa fatta nel periodo successivo al terremoto del 1783 nel quale si vede la statua posta in alto su una colonna, il prof. Arillotta sostiene che prima era posta in una posizione più bassa, dopo collocata in alto, la base ha una piattaforma quadrilobata, che serviva ad evidenziare di più l’altezza della statua. La statua era posta accanto alla chiesa della Madonna del Carmine, che si trovava  dove c’era l’Isituto Piria. La Statua era posta nella piazza dell’Angelo  prima del 1783, dopo il terremoto vi furono i rilievi dei topografi napoletani e dopo la nuova ricollocazione della statua. Il posto dove era posta la statua era un punto molto importante della città, qua venivano seppelliti personaggi importanti  quali i Bosurgi, i Francoperta etc. Interessanti le lapidi a corredo della statua cosi come potete vedere nella Galleria fotografica insomma è un recupero di un’opera straordinaria che assume un particolare significato. Quindi grazie al Prof. Arillotta per queste precisazioni e a tutti quelli che si sono dati da fare per il recupero di quest’opera rappresentante l’Angelo Tutelare.

Reggio Calabria, li 26.6.2018

daniele dattola

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