Il Sito di Daniele Dattola

NEPHILIM- GIGANTI

“Dedicato a Mimmo Sgrò”

 

Non nascondo che l’argomento pubblicato in un filmato su youtube “I Nephilim” mi ha affascinato, ho tratto queste notizie da Wikipedia  e le foto da Internet. (La cautela nella lettura è d’obbligo perché alcune interpretazioni sono molto fantasiose):

Il termine Nephilim, che si trova nell’antico testamento (Torah) e in altri libri giudaici e negli antichi testi cristiani, indica il nome di un popolo, creato attraverso l’incrocio tra “I figli di Dio” e le “figlie degli uomini” Questo popolo era costituito da giganti che vivevano nella terra di Canaan

Nella Bibbia questa parola Nephilim venne tradotta come “Giganti” o “Titani”, in altre traduzioni venne mantenuto il termine Nefilim.

 

GRECIA 7

(vicino Mykines Argolide, Grecia)

 

 

 

 

 

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(Argolide Grecia)

 

 

 

In alcune versioni sono stati descritti come eroi famosi, guerrieri o meglio ancora angeli caduti o precipitati. Nella Bibbia, Genesi (6:1-8) viene così descritto l’argomento: “Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla Terra, nacquero le loro figlie. I figli di dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni». C’erano sulla terra i Giganti (Nephilim) a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.  Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male.  E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.  Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti».  Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore. » (Genesi 6:1-8, versione CEI-Gerusalemme).

 

 

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(Grecia)

 

 

 

L’interpretazione ebraica dal Libro di Enoch; ]L’origine dei Nephilim comincia con una storia di angeli caduti. Shemhazai, un angelo di alto rango, comanda una setta ribelle di angeli in una discesa sulla Terra per istruire gli umani nella conoscenza del bene. La tutela viene portata avanti per pochi secoli, ma presto gli angeli cominciano a sedurre le femmine umane. Dopo essersi intrattenuti piacevolmente con loro, gli angeli caduti istruirono le donne nella magia e nello spergiuro, si accoppiarono con loro, e diedero luogo ad una progenie ibrida: i Nephilim.

 

 

GRECIA                                                                                                       (Grecia)

 

 

 

Questi esseri erano di statura gigantesca, con forza prodigiosa e con grande appetito, mangiarono tutte le risorse degli esseri umani e dopo in mancanza di altro loro stessi. Attaccavano gli uomini opprimendoli e causarono massicce distruzioni nella Terra.

 

IMMAGINE 15 ALTRO SITO                                                                                                 (Sud Est Arabia Saudita)

 

 

 

Gli ebrei attraverso il libro di Enoch dicevano che  i padri dei Nefilim, i “figli di Dio”, erano i cosiddetti Grigori, noti come i Guardiani.

Il rabbino Shimon bar Yohai ha maledetto tutti quelli che insegnano che i figli di Dio fossero angeli. Rashi e Nachmanide hanno seguito questa linea.

 

FOTOGRAFIA 1

 

 

 

Altri sostengono che i Nephilim erano i figli di divinità proto-ebraiche, e che rappresentino l’emersione di alcuni aspetti della primigenia religione ebraica non ancora mondata di aspetti paganeggianti, e che molti di questi dettagli siano stati cancellati da successive edizioni della Torah. Alcuni pensano che questo passaggio sia servito di appiglio agli ebrei monoteisti per poter tollerare o forse conciliare i popolari eroi semi-divini pagani con la loro cosmogonia.

Questa Teoria è stata rigettata da quelli che credono che la Torah sia stata rivelata direttamente da Dio, e quindi non può essere stata modificata.

 

 

GRECIA 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La teoria cristiana di  Giulio Africano ed Agostino d’Ippona ha condannato l’idea che i “figli di Dio” fossero angeli. Nella Città di Dio, i figli di Dio sono discendenti di Set. Altri suggeriscono che i “figli di Dio” (benei elohim, בני האלהים) in realtà fossero personaggi storici del passato, completamente umani, divinizzati dalla tradizione orale. I “figli di Dio” sono quindi individuati come i discendenti di Set, mentre i “figli degli uomini” come i discendenti di Caino. A conforto di questa ipotesi si richiama il fatto che lo scopo del diluvio universale inviato da Dio era quello di spazzare via dalla Terra quei nefilim che si erano resi così orgogliosi e depravati ai tempi di Noè. L’idea che esseri divini possano accoppiarsi con umani risulta controversa, specialmente tra molti cristiani che, citando un’interpretazione degli insegnamenti di Gesù nel Vangelo di Matteo, affermano che “gli angeli non si sposano” (Matteo 22:30; Marco 12:25) .

resta inspiegato di come sia possibile che dall’unione tra i figli di dio e i figli degli uomini possano nascere dei giganti, che tra l’altro ricompaiono anche dopo il diluvio, dove vengono specificate anche le loro dimensioni.

 

 

GRECIA 3

 

 

Altre ipotesi:

Alcuni esegeti, trovando sgradevole o blasfema l’idea della copulazione tra angeli e umani, hanno suggerito interpretazioni più figurative del concetto di Nefilim, proponendo l’idea che fossero una progenie di posseduti dai demoni. Alla luce delle fantasie speculative moderne sulle storie dei rapimenti, alcuni hanno inoltre ipotizzato che si trattasse di una descrizione arcaica di una forma di inseminazione artificiale e di manipolazione genetica da parte di alieni.

 

 

GRECIA 5

 

 

 

I Nefilim e la para-storia: Vi sono stati alcuni tentativi di riconciliare la mitologia con la scienza teorizzando che alla radice della mitologia vi siano elementi di verità nella forma di “leggenda” molto distorta. In questo contesto, i Nephilim sono stati associati con i fantomatici abitanti dell’Atlantide, che alcuni sostengono essere in contatto o addirittura discendenti dagli extraterrestri.

 

GRECIA 4

 

 

 

I Nefilim come superstiti preistorici. La teoria prevalente per stabilire un legame tra la scienza e la Bibbia è quella che sostiene che i Nephilim fossero neandertaliani sopravvissuti (oppure i loro resti ossei), o forse un ibrido tra Homo sapiens e uomo di Neanderthal. Questa teoria assomiglia a quella che associa la leggenda dei draghi alle ossa di dinosauro (nella Bibbia forse indicati con il nome ebraico Tannin).

 

 

IMMAGINE FEMORE ALTRO SITO FOTOGRAFIA 18 ALTRO SITO MAPPA PIEDE

 

 

 

 

Molti studiosi pensano che l’uomo moderno abbia condiviso gli stessi territori dei neandertaliani per molti millenni, e che la regione del Vicino Oriente sia stata l’ultimo habitat per uno sparuto numero di tribù superstiti di Homo sapiens neandertalensis o di H. neandertalensis. Dunque, è concepibile che sia rimasta una memoria popolare di queste tozze e forti creature, tramutata in leggenda che evolse successivamente in popolari racconti mitologici, più o meno adattati al loro gusto dalle varie civiltà. Ad esempio, in Sardegna, creature ancestrali, tozze e pelose sono raffigurate dalle maschere dei “Mamuthones”.

 

 

 

FOTOGRAFIA 16  A LTRO SITO

 

 

 

La teoria degli antichi astronauti Zecharia Sitchin ed Erich Von Daniken hanno scritto libri sostenendo che i Nephilim siano i nostri antenati e che noi siamo stati creati (con l’ingegneria genetica) da una razza aliena (per i sumeri gli Annunaki, per l’ufologia contemporanea i nordici o gli abitanti di Nibiru). Nei voluminosi libri di Sitchin si impiega l’etimologia della lingua semitica e traduzione delle tavolette in scritta cuneiforme dei Sumeri per identificare gli antichi dei mesopotamici con gli angeli caduti (i “figli di Elohim” della Genesi). Osservando che tutti gli angeli vennero creati prima della Terra, lui constata che non possono essere della Terra… e dunque, potrebbero tutti essere considerati semanticamente come dei puri “extraterrestri”.

Ritrovamenti simili sono stati fatti in varie parti  del mondo tra cui la Sardegna.

 

Melito di Porto Salvo, li 4.2.2012

 

 

daniele dattola

 

 

P.S.: Un utente di fb, ha comunicato che le foto pubblicate dei Nephilim, sono dei falsi e ha raccomandato la lettura di un sito che sostiene questa tesi.

Per quanto mi riguarda è importante ciò che ho scritto in premessa dell’articolo. Non posso disquisire sulla veridicità delle fotografie, in quanto non è materiale che mi appartiene, voglio dire non sono fotografie mie, ma sui contenuti dell’articolo sicuramente si:

I Nephelim o Giganti sono riportati nell’Antico Testamento (Torah), in diversi libri del Giudaismo e in antichi scritti cristiani. si dice che i Nephelim siano un popolo creato dall’incrocio tra “I Figli di Dio” (benei elohim) e “Le Figlie degli Uomini” (vedi Genesi 6:1-8), o giganti che abitavano la Terra di Canaan (Numeri 13:33).

A supporto del continuo interesse scientifico e letterario su questo argomento e nonostante le diverse interpretazioni che vengono date al riguardo, vi allego l’estratto di una recente Tesi Ph.D. presentata ad aprile 2011 all’Università di Harvard (USA).

Abstract : This dissertation explores the role of giants in the narrative and historiographic worlds of symbol, geography, and religion in ancient Israel. The Nephilim, Anaqim, Rephaim, Emim, Zamzumim/Zuzim, some Gibborim, and other individuals (e.g., Goliath) can all be classified as “giants”–not only with respect to their height and other physical properties, but also with respect to the negative moral qualities assigned to giants in antiquity. Previous interpreters have treated giants as merely a fantastical prop against which God’s agents emerge victorious. I argue that giants are a theologically and historiographically generative group, through which we gain insight into central aspects of ancient Israel’s symbolic world. All that is overgrown or physically monstrous represents a connection to the primeval chaos that stands as a barrier to creation and right rule. In this sense, giants represent chaos-fear, and their eradication is a form of chaos maintenance by both human and divine forces.

Moreover, I demonstrate a series of affinities between the Bible’s presentation of its giants and aspects of Greek epic tradition (e.g., the Iliad, Catalogue, Works and Days, Cypria , and the Gigantomachy/Titanomachy), as well as other Near Eastern traditions. Both giants and heroes were thought to represent a discrete “race” of beings, both were thought to be larger than contemporary people, and both lived and flourished, in the historical imaginations of later authors, throughout the Bronze Age and largely ceased to exist at the end of this period. The size, strength, and physical excess of heroes and giants lead to cataclysmic judgment through the “flattening” effects of warfare and flood. After their death, these figures retain possibilities for an ongoing life in cult, and, in both Greek and Deuteronomistic historiography, the heroes and giants are positioned in a heroic age. This study argues that the Bible’s invocation of the giant constitutes a creative evaluation of Canaan’s heroic past, and stands as a forceful reminder of the place of Israel’s deity among the axes of power that giants represent. The biblical engagement with the category of the giant signifies a profound meditation on the category of epic in the ancient world–even a decisive, ultimate rejection of epic and heroism as controlling tropes of the biblical worldview.

Notes : “April 2011.”

Notes : Thesis (Ph.D., Dept. of Near Eastern Languages and Civilizations)–Harvard University, 2011.

Notes : Includes bibliographical references.

Other Titles : Collections of the Harvard University Archives. Dissertations.

HOLLIS Number : 012946285

Ho volutamente posto la questione in questi termini visto il grande interesse di lettura e l’entusiasmo scientifico che l’argomento continua a suscitare, anche ad Harvard, la più prestigiosa università al mondo. Ci tengo a precisare che da sempre, cerco di dare a chi mi segue notizie aggiornate e, con cura certosina, affronto gli aspetti non noti al grande pubblico, con attenti riferimenti culturali provenienti dalle migliori università e centri di ricerca. Infatti prima di scrivere questo articolo avevo già consultato queste notizie, Ringrazio tutti quelli che mi seguono  dimostrando continuo e attento interesse per i miei scritti.

 

Melito di Porto Salvo, li 4.2.2012

 

daniele dattola

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