Il Sito di Daniele Dattola

EDIZIONE APODIAFAZZI:”CANTICO DEI CANTICI” TRADOTTO IN CALABROGRECO DA SALVINO NUCERA

 

 

Nel 1970 il medico Consolato Paolo Latella, su richiesta del Prof. Franco Mosino, propose al Consiglio Regionale della Calabria, una importante modifica e integrazione di una bozza di statuto regionale, circa le minoranze linguistiche in Calabria. In questa bozza erano citate le minoranze Albanesi e Occitane, mentre i Greci di Calabria, non erano riconosciuti per un difetto grave d’informazione. Il Consigliere Paolo Latella, accettò di proporre l’integrazione con la citazione nello Statuto dei Calabrogreci o Grecanici.

Il Circolo Culturale “Apodiafazzi” per la difesa e la valorizzazione della Lingua e Cultura Greco-Calabra, nella persona del suo Presidente Dr. Carmelo Giuseppe Nucera,

 

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ha pubblicato in questi giorni (Ottobre 2013) un interessante lavoro dal titolo:” CANTICO DEI CANTICI –TRAGUDI TON TRAGUDIO”. Edizioni Apodiafazzi. tradotto in Calabrogreco dal Dr. Salvino Nucera, poeta e scrittore nato nel 1953 a Chorio di Roghudi, paese dell’Area Calabrogreca della provincia di Reggio Calabria.

 

 

cantico dei cantici

 

Il Cantico dei Cantici, ci dice il Dr. Carmelo G. Nucera, è un testo laico ispirato ad alcuni poemi della Mesopotamia. Un canto nuziale, scritto in ebraico, attribuito al re Salomone, celebre  per la sua saggezza, per i suoi canti e per i suoi amori. Composto attorno al IV° sec. a.C. Trattasi di otto capitoli con poemi d’amore, un dialogo tra un uomo e una donna, una pastorella di Gerusalemme di nome Sulammita.

 

Mettimi come sigillo sul tuo cuore,                                   Vàlemu san plumi

come sigillo sul tuo braccio;                                              stin cardiasu,

perché forte come la morte è l’amore,                             sto vrachònisu fola plumi,

tenace come il regno dei morti è la passione;               jatì dragomèni

le sue vampe sono vampe di fuoco,                                 pos’ene i pethammia

una fiamma divina!                                                               ene  i Agapi,

àchari san to mperno

ene i szilia;

i floghieti ene pirie

asce luci,

mia floghia tu Jah!

 

 

Credo che questo libro non debba mancare nelle nostre biblioteche. Un canto nuziale antichissimo a Noi tramandato “a furor di popolo”, accolto nel canone della Bibbia , un secolo dopo la nascita di Cristo. Oggi edito dall’Associazione Culturale “Apodiafazzi” tradotto in calabrogreco da Salvino Nucera

 

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una delle voci più importanti esistenti oggi nel nostro territorio.

 

 

Reggio Calabria, li 17.11.2013

 

 

daniele dattola

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