Il Sito di Daniele Dattola

Bova Associazione Apodiafazzi Prof. Pasquale Amato presenta U.Zanotti Bianco

Bova Lunedi 3 settembre 2018, alle ore 17,30 presso la Sala conferenze Porta del Parco Nazionale d’Aspromonte, organizzata e presentata dal già Sindaco di Bova, nonché Presidente del Circolo Culturale “Apodiafazzi”  Carmelo Giuseppe Nucera, si è svolta un’ importante Conferenza dal Tema: “Umberto Zanotti Bianco e il suo proficuo rapporto con l’Area Greca di Reggio Metropolitana”.

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Relatore d’eccezione per le sue grandi qualità storiche, il Prof. Pasquale Amato che ha trattato il tema Zanotti. Il Prof. Amato ha ripercorso la storia di Zanotti Bianco parlando, di tutto e di più, in una relazione esaustiva, seguita attentamente da una sala gremita di persone, che ha applaudito lungamente.

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Di questo personaggio, me ne ero già occupato in questo sito, ripercorriamo la sua storia. Umberto Zanotti Bianco, spirito animato da ardente patriottismo e di profondo amore per la Calabria,

13418996_10201703162617390_3266777221247568623_n                                                                                                (Foto da Internet)

costantemente al mio fianco da oltre 40 anni, diceva Tiberio Evoli nella sua opera: “Tutta una vita per un’idea” dalla quale si trae che: “Ancora studente universitario – dopo il terremoto calabro-siculo del 1908 – fatta un’inchiesta con Giovanni Malvezzi in tutti i villaggi dell’Aspromonte Occidentale, fonda nel 1910, con altri amici, L’Associazione per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia, per la quale lavora attivamente in Calabria e Basilicata, creando biblioteche popolari, asili infantili, ambulatori, cooperative, università popolari. Durante il terremoto nella zona Etnea (1914), con i fondi raccolti dai vari Comitati, fa ricostruire case coloniche e stalle; in quello di Avezzano (1915) con Leopoldo Franchetti organizza opere di soccorso, che gli valgono la medaglia d’argento, e asili d’infanzia negli Abruzzi.

13466106_10201703163177404_7890252011908459226_n                                                                                   (Foto Zanotti Bianco da Internet)

Nel 1911 inizia – con lo pseudonimo di G. D’Acandia – una collezione di volumi per la conoscenza delle condizioni e delle aspirazioni delle nazionalità oppresse, scrivendo egli stesso il volume sulla “Questione Polacca”. Scoppiata la guerra parti volontario per il fronte, e sul San Michele fu ferito gravemente tanto da ricevere la medaglia d’argento al valore. Durante la convalescenza dirige un collezione di opuscoli per la resistenza e lavora per la  creazione sul fronte italiano di legioni cecoslovacche, polacche e jugoslave. Difese i diritti dei popoli alla loro indipendenza e delle idealità di una lega europea. Con queste idealità inizia una bella rivista: “La Voce dei Popoli”, alla quale collaborarono esuli di molte nazioni e uomini di fama europea. Si batté per un accordo adriatico fra Italia  e Jugoslavia. Finita la guerra fu tra i primi componenti dell’Unione Italiana per la lega delle Nazioni, infatti partecipò a vari Congressi internazionali e si adoperò per la creazione dell’Unione Italiana per l’Assistenza della Infanzia, federata all’Unione Internazionale di Ginevra. Tornato al suo  lavoro sociale nel Mezzogiorno, formò un villaggio presso Bari, per accogliere i profughi Armeni sfuggiti ai massacri; e rappresentò a Ginevra al posto di Luigi Luzzatti gli stessi nell’Ufficio Internazionale del Lavoro.

Nel 1920 creò la Società Magna Grecia, per sovvenzionare nel Sud d’Italia scavi Archeologici, pubblica per questo un fascicolo annuo di atti e memorie, a questa Società si devono tra i più importanti scavi archeologici del Sud, lui lavorava in collaborazione con Paolo Orsi.

Nel 1921 fonda a S. Stefano D’Aspromonte la prima colonia permanente per bimbi malati. Nell’estate del 1922 pubblica un libro sulla vita di Mazzini. Partito per Praga, per un Congresso della Società della lega delle Nazioni, continua per la Russia dove c’era una terribile carestia e fonda sul Volga e in Crimea istituzioni di soccorso per bambini affamati, mentre a Mosca e a Pietrogrado per gli Intellettuali.  Crea con Paolo Orsi nel 1931, L’Archivio Storico La Calabria e la Lucania. Fu un irriducibile oppositore del fascismo,  sdegnoso verso ogni compromesso, restituì, in seguito al delitto Matteotti, le proprie decorazioni di guerra al Governo, esprimendo seria protesta per la soppressione delle libertà civili, ciò gli comporto un’ostinata persecuzione tanto che gli fu proibito di risiedere in Calabria e d’interessarsi all’opera sociale della sua Associazione. Si dedicò perciò, con rinnovato fervore, alle opere culturali e alle ricerche archeologiche, attuò varie campagne di scavi, annualmente illustrate che arricchirono lo Stato di un’autentica miniera di tesori artistici, tra questi gli scavi di Velia, Hipponium, Punta Alice presso Cirò, Sibari, Metaponto, Himera, Agrigento, Leontinie tanti altri ancora, ma questa attività non bastò a fermare il Governo di allora nella persecuzione, infatti nel 1934 fu decretato lo scioglimento della Società Magna Grecia, ma egli tenace continuò la sua attività archeologica all’interno della Società Paolo Orsi.

Continuò anche a tenere in vista l’Archivio Storico per la Calabria e la Lucania e la Collezione Meridionale. Morto Paolo Orsi nel novembre 1935 pubblicò, insieme ad altri, un libro sull’Opera del grande trentino. Nel 1941 il Governo fascista non avendolo potuto piegare, lo fece arrestare e lo inviò al confino.

Tornato a Roma dopo il colpo di Stato del 25 luglio 1943 organizzò i soccorsi per i rifugiati riversatisi dalle più varie città d’Italia a Roma. Nel 1944 fu nominato presidente della Croce Rossa Italiana e dedicò tutte le sue energie alla riorganizzazione di questa Associazione che ingrandì ed arricchì. Nel Febbraio del 47 venne nominato socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei. Nel 1950 fu nominato Presidente dell’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno. Nel 1952 fu nominato dal Presidente della Repubblica senatore a vita. Questo è il racconto fedele di  Tiberio Evoli verso questo grande personaggio suo amico, che così conclude Piemontese d’origine, calabrese di adozione, cittadino d’Italia e del Mondo, egli è, soprattutto, il soldato di ogni nobile battaglia. Questo è anche un po’ il resoconto del Prof. Amato su Zanotti Bianco che con questa conferenza su questo importante personaggio ha messo in evidenza la sua passione verso una cultura che non gli apparteneva quella meridionale.

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E che nonostante le qualità possedute da quest’uomo, e tutte le attività svolte, lo stesso non ha avuto tutti i riconoscimenti dovuti che si meritava, e la sua attività oggi è poco conosciuta. Meridionalista”  che difendendo il meridione, ha sfidato le istituzioni con coraggio e con determinazione, ma soprattutto con immenso amore per una cultura che non gli apparteneva, subendo carcerazione e confino e sfidando anche il pregiudizio e la maldicenza da parte di coloro che difendeva. Questo grande Uomo assieme a Tiberio Evoli, Pietro Timpano, Vincenzo De Angelis ed altri, ha operato per il riscatto della nostra amata terra. Noi tutti abbiamo il dovere di fare conoscere la buona, vera storia della nostra terra e di dare il giusto risalto a questa importante personalità”. Dopo la relazione del Prof. Amato, un breve intervento del Sindaco di Condofuri Iaria Tommaso

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e dulcis in fundo le incantevoli storie di Fulvio Cama, Cantastorie che è stato veramente bravo incisivo e applauditissimo da parte di tutti.

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Una serata all’insegna della cultura complimenti a Carmelo Nucera.

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Di seguito la galleria fotografica dell’evento

Bova 3 settembre 2018

daniele dattola

 

 

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