Il Sito di Daniele Dattola

AMEDOLEA CON L’ASSOCIAZIONE CULTURALE JALO’ TU VUA INSIEME AD AGOSTINO SIVIGLIA

 

 

Grazie all’Associazione culturale”jalò tu Vùa” e ad altre Associazioni la lingua greco di Calabria ancora resiste e viene divulgata con attività volte a rendere la stessa più conosciuta da parte della popolazione. Alla fine degli anni settanta l’associazione Jalò tu Vúa ha formato un gruppo di studio per impostare gli standard metodologici per l’insegnamento del greco-calabro e per redigere una grammatica per le scuole.

Oggi, questa lingua arcaica, rischia l’estinzione e resiste (viene parlata) nella zona ellenofona in modo particolare, nei Comuni di Bova, Bova Marina, Gallicianò, Roghudi, Chorio di Roghudi e in qualche altro centro.

 

 

 

Ieri, grazie all’invito del Dr. Tito Squillaci e di sua moglie

 

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(Dr. Tito Squillaci e moglie immagine di repertorio)

 

 

ho avuto l’occasione e il piacere di poter stare, insieme a loro,  a pranzo nell’agriturismo dell’Avv. Sergi, presso Amendolea con alcuni componenti dell’Associazione culturale “jalò tu Vùa” tra cui la Presidente arch. Antonella Casile,

 

 

 

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qui mi hanno presentato vari componenti dell’Associazione e tra questi il poeta Agostino Siviglia. Dopo un ricco e prelibato pranzo, quasi inaspettatamente, sono rimasto meravigliato per come quasi tutti i componenti parlavano fra di loro il greco di Calabria lasciandomi sinceramente stupito , riflettevo che grazie a quell’invito ho potuto partecipare a questo evento per me molto importante ed ecco a sorpresa,  che il poeta Agostino Siviglia comincia a recitare alcune poesie in grecanico e dopo canta dei brani.

Siccome la cosa non era organizzata il Dr. Squillaci non trovando una chitarra si è fatto dare una lira appesa al muro e dopo vari tentativi è riuscito ad accordarla, traendo dalla stessa un suono melodioso.

Avevo con me una piccola macchina fotografica ed ho potuto riprendere qualche scena che qui vi propongo, chiedendovi scusa per il sonoro (pessimo).

Dal filmato potete capire con quale naturalezza i partecipanti parlavano il greco di Calabria.

Agostino Siviglia è nato a Chorio di Roghudi nel 1934 ed è insieme al fratello Salvatore un famoso poeta popolare che difende con passione il suo idioma ed ecco nel filmato che recita una sua famosa poesia spiegando i motivi per cui l’ha composta

Ecco le parole e la traduzione

Ghorìo dicòmmu                                                 Paese mio

pos eienàstise palèo                                        come ti sei fatto vecchio

glossa dichìmu                                                   lingua mia

plèo den tragudào                                              più non canto

Thorò to spìti                                                        vedo la casa

ti einasti palèo                                                     ch’è diventata vecchia

ciòla t’ambeli                                                       la vigna pure

ti eienàsti ghierondàro.                                     che s’è appassita

Condoferro apìsso                                             Ritorno indietro

ce clònda pào jatì                                               e vado piangendo perché

tin màna den eho plèo.                                     la mamma non ho più

Ce essà filisa, paracalò                                    e voi amici, per favore

mi fighite appòde ando horìo                           non fuggite il mio paese

Mathete tin glossa ton pedìo                            insegnate la lingua ai bambini

jatì imme palèo ce egò pào.                             ch’io sono vecchio e passato oramai.

 

Dopo queste parole notate l’emozione del poeta alla fine del brano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi auguro di poter incontrare ancora questo gruppo e i poeti che ne fanno parte.

Ritengo che sarebbe importante tutelare queste minoranze linguistiche, introducendo il greco Calabro quale materia nelle scuole superiori.

 

Amendolea 20.1.2013

 

daniele dattola

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