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OLIMPIADI 1960 LA FIAMMA OLIMPICA ATTRAVERSA MELITO PORTO SALVO |
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Nel 1955 un’apposita Commissione, assegno’ i Giochi Olimpici alla città di Roma.
Nel 1960 Roma ha l’occasione di mostrare,
al mondo intero, tutto il suo splendore e la sua bellezza, la Basilica
di Massenzio ospita la lotta, le gare di ginnastica vengono svolte nelle
Terme di Caracalla, mentre la Maratona partendo dal Campidoglio, percorre
l’Appia Antica e termina sotto l’Arco di Costantino. La
Maratona viene vinta da un piccolo, magro, soldato della guardia Imperiale
Etiopica, mai visto prima, che nessuno conosceva, e che correva a piedi
nudi, Abebe Bikila che arriva solo al traguardo. I giochi furono aperti
dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.
Il Tedoforo è colui che porta la Fiamma Olimpica, la fiamma è il simbolo dei Giochi, annuncia il messaggio, incarna e diffonde gli ideali: l’unione e la pace tra i popoli, la lealtà, il coraggio, la fratellanza e la solidarietà.
I tre furono prescelti, da un’apposita Commissione, per le loro qualità agonistiche del tempo Domenico Minicuci era un importante e conosciuta punta di attacco della squadra locale di calcio.
Lugarà di Atletica leggera, Sergio Zampaglione di calcio. In occasione delle Olimpiadi di Torino il Lugarà ha fatto per la seconda volta il Tedoforo nella città di Reggio Calabria. Nel 1960 i Tedofori percorrevano un tratto di 1500 mt. oggi invece solo 500.mt., i tre hanno avuto il compito di portare la fiamma olimpica nel centro abitato di Melito.
Oggi i tre sono: Zampaglione uno stimato commerciante, Lugarà Docente Universitario e l’avv. Domenico Minicuci un alto funzionario dell’ASP di Reggio Calabria ex Direttore Generale dell’ASL 10 di Palmi. L’avv. Minicuci ricorda che era stato prescelto in quanto allora era un giovane che aveva una particolare predisposizione allo sport, tanto è vero che s’impegnava durante le partite di calcio nella locale squadra della Melitese, cercando di dare sempre il massimo. Egli ricorda quel giorno, come un giorno caldissimo e ricorda nel tratto percorso da Annà al Centro di Melito, il calore e l’affetto che gli dimostrarono i cittadini, giunto al Centro consegnò la torcia olimpica a Franco Lugarà ed ecco la foto
Ho ritenuto utile pubblicare queste foto perché
sono la memoria storica di un evento importante che deve servire di
esempio alle generazioni attuali la “memoria” è una
cosa importante, a volte per avere un buon futuro, occorre guardare
bene nel passato. daniele dattola |