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BRANCALEONE
Questa volta con l’inseparabile
Nino Marino, ci siamo recati in un vecchio importante centro della costa
Jonica meridionale, Brancaleone, posto tra Capo Spartivento e Capo Bruzzano.
Il livello dal mare varia dai 10 mt di Brancaleone marina, ai 300 mt.
per il borgo antico. Limita con il mare Jonio, e con i comuni di Bruzzano
Zeffirio, Staiti, Palizzi. Ha una spiaggia di circa 9 km., distante da
Reggio Cal. all’incirca 65 km., conta circa 4.000 abitanti.
Brancaleone é costituito da un borgo antico (Brancaleone Superiore)
e dal paese attuale posto sul mare Jonio (Brancaleone Marina). Speriamo,
attraverso la descrizione dei luoghi e le foto, di potere fare rivivere
anche a Voi l’entusiasmo che abbiamo provato noi, visitando questi luoghi.
Per arrivare al Borgo antico la strada è molto comoda, se non nell’ultimo
tratto, che va fatto a piedi (circa 100mt). Si prende il bivio alla fine
del paese in direzione Staiti, dopo alcuni chilometri, la strada diventa
panoramica con diversi tornanti, in prossimità della frazione Razzà
si accede dopo un curva stretta in una strada in mezzo a delle abitazioni
e si sale sempre, fino a quando s’incontra un bivio con una piccola ...
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(Tragitto
verso il vecchio borgo di Brancaleone) |
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(Ecco
come si presenta il vecchio Borgo da lontano) |
... Madonnina si svolta a destra
e dopo un poco s’incontra il vecchio cimitero, molto caratteristico e
sicuramente interessante.
Dopo di ché si arriva in una piazza, con
la chiesa nuova, e un grande albero, ...
... qui si parcheggia l’auto e si continua a piedi
fino al Borgo antico (Circa 100 mt.).
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(Strada
di accesso alla chiesa nuova dismessa) |
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(Il
borgo vecchio visto dalla chiesa) |
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(Durante
il tragitto verso il borgo vecchio) |
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(Strada
di accesso in salita al borgo vecchio) |
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(Sentiero d’accesso,
verso il punto più alto)
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Esso si trova arroccato in cima
ad una rupe, si vedono i ruderi del castello e i resti della chiesa dedicata
alla Madonna dell’Annunziata. Il vandalismo si rispecchia nelle foto che
vi facciamo vedere dell’antica chiesa madre di Brancaleone Superiore,
“parrocchia dell’Annunziata”, situata in alto, al centro del paese, oggi
arrivando, ecco lo scenario che si presenta, un rudere di muri appena
accennati, una sorta di piccola piazzetta ove ancora è possibile
vedere, nel pavimento dei cunicoli sotterranei dove venivano seppelliti
i sacerdoti e qualche nobile autorità del paese, naturalmente il
terremoto ha fatto la sua parte. Ecco le foto.
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(Arrivo
nel punto più alto) |
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(Ruderi
della Chiesa dell’Annunziata, si intravedono i cunicoli con le tombe) |
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(
Alcune lapidi poste nel pavimento della ex Chiesa dell’Annunziata) |
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(Pavimento
della chiesa) |
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(Scavi
aldisotto del pavimento della Chiesa per raggiungere le tombe) |
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(Scavi sotto il
pavimento della Chiesa)
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(Ruderi di case
del paese, con panorama a valle)
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Da questo posto la vista della
vallata è veramente spettacolare.
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(Panorama
del mare e di Brancaleone marina visto dall’alto) |
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(Ruderi
di case e panorama) |
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(La chiesa nuova
vista dal Borgo vecchio)
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Al di sotto del castello nella parte più
alta si trovano le grotte.
Nei tempi antichi Brancaleone,
e il suo territorio venivano chiamati Sperlinga o Sperlonga, che deriva
dal latino Spelonca e dal greco Spélugx che significa caverna o
spelonca.
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(Altre grotte il cui accesso
è difficile per il sentiero franato)
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Le origini del paese si rifanno
sicuramente alle grotte presenti. Tra il V° e VI° sec. arrivarono
qui dall’Oriente e quindi dalla Sicilia i monaci greci detti "Basiliani"
per l’ordine a cui appartenevano.
Essi furono favoriti dalla grecanicità
dei luoghi, e come ben si sa, abitarono prima nelle grotte, vivendo una
vita di eremitaggio e di penitenza, col tempo le grotte furono abbandonate
ed i monaci costruirono e dimorarono nei monasteri. Diedero una forte
mano di aiuto alle popolazioni locali, favorendo la nascita di questo
centro. Nel 1300 i monaci di Brancaleone, abbandonarono le grotte scavate
nella roccia, per vivere in un monastero, erano in tutto in numero di
8, nel 1310 vi era una chiesa protopapale a Pressocito. Importante fu
anche la chiesa di S. Maria di Tridetti posta in una vallata vicino Staiti,
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(Tempio “ S. Maria
dei Tridetti” Bizantino-Normanno Sec. XI° Monumento Nazionale
– Staiti)
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... famoso monumento bizantino,
formato da un gruppo di monaci Basiliani.
Pare fosse una chiesa sorta sui
ruderi di un antico tempio di Nettuno, dal cui tridente, posseduto dal
Dio, deriva il nome.
E’ un importante monumento, la
cui origine è un pò sconosciuta. Risale all’XI° sec.,
non è un’architettura riscontrata in altre parti della Calabria,
è di epoca Bizantina Normanna. Località molto suggestiva,
posta in una valle, tra ulivi e querce secolari.
La chiesa si presenta con un abside e un campaniletto ci sono varie volte
e si vede il posto dell’altare centrale. Noi vi invitiamo a visitare questo
posto perché si respira un’atmosfera ricca di silenzi di profumi
e di sole.
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| (Particolari
della Chiesa di S. Maria dei Tridetti) |
Alcune delle grotte di Brancaleone,
hanno connotazione di chiese, e vengono chiamate chiese grotte.
Una di queste, è ancora
perfettamente conservata, e presenta un pilastro centrale e motivi architettonici,
che si dipartono dal pilastro. Ad oriente vi è la traccia di un
altare e sul lato destro vi era nei tempi passati una croce graffita con
ai piedi un pavone stilizzato. Noi non abbiamo trovato nella grotta graffiti
che senz’altro erano presenti nei tempi passati, opera probabilmente del
vandalismo incessante cui sono destinati questi luoghi.
Diverse sono le grotte site in
questo posto, mentre un’altra si trova nel fondo Maddalone delle dimensioni
di 1.95x1,80, in questa sono meglio conservati gli affreschi, una madonna
in atto di adorazione di un bambino, con ai lati rappresentati un corteo
di santi, sante, martiri, vergini e monaci.
Nella chiesa dell’Annunziata insisteva uno splendido altare del 1500 che
fu trasportato nella nuova chiesa, ormai in rovina , costruita nel 1939
e dove prima vi era un convento di Sant’Agostino, oggi la nuova chiesa
è stata dismessa, essa era addobbata con suppellettili della più
antica chiesa madre. Un portale del 1500, suppellettili sacre antiche,
un altare in prezioso marmo lavorato. L’altare maggiore, dedicato al Santissimo
sacramento fu trasportato qui dall’antica chiesa alla nuova. Fino a pochi
anni fa si potevano ammirare lo splendore delle sue decorazioni policrome.
Colgo l’occasione, per invitare qualche cittadino di Brancaleone, in possesso
di qualche foto del vecchio altare del passato, a trasmetterla nella mia
e-mail, per fare vedere attraverso questo sito la bellezza di quell’altare.
Oggi il prezioso altare si presenta quasi completamente distrutto. La
pianta della chiesa è a croce greca. Tutto trafugato. Ecco come
si presenta oggi la chiesa.
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(Altare
Maggiore del 1500 orribilmente mutilato) |
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(Volte
della Chiesa a sinistra e a destra) |
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(Campanile)
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(Particolare
della forma della Chiesa) |
Non credo che questo stato della
chiesa, sia da imputare al terremoto.
Nella Chiesa di S. Pietro Apostolo c’è una tela dedicata allo stesso,
proveniente dalla cappella dei principi di Roccella che erano ai suoi
tempi i proprietari della Marina e una tela di S. Paolo che è stata
restaurata nel 1998, e la statua della patrona di Brancaleone Marina,
la Madonna del Carmelo.
Nello stesso paese la Chiesa della SS. Annunziata, costruita nel 1966
con due statue antiche.
Nella frazione Razzà la Chiesa della Madonna dei Poveri, con una
statua della Madonna e una di S. Lucia.
Mentre nella frazione Galati vi è la Chiesa della Madonna Addolorata.
Nel punto più alto del vecchio borgo, sopra le chiese grotte, sorgeva
un castello, e vi si accedeva attraverso una unica entrata, tramite un
ponte. Ecco perché la piazza antistante viene chiamata Piazza del
Ponte. In corrispondenza del castello nel sottosuolo si trova un grotta
che era la prigione del castello. Oggi come si può vedere dalle
foto si stanno facendo degli scavi che stanno portando alla luce verità
interessanti.
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(Zona vicino al castello
e alla Chiesa dell’Annunziata con scavi in corso)
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Io comunque sostengo che tutti
questi centri sorsero sulle alture per via delle scorribande dei saraceni
che infestavano le marine. Probabilmente vi erano dei nuclei preesistenti.
Diverse sono le teorie sulle origini di questo paese, intorno al 1200
fu chiamato Brancaleone e ciò potrebbe derivare secondo il Barrio
dalle zampe anteriori del leone. Secondo altri era dovuto alla presenza
in questo posto di un fiore chiamato boccaleone, secondo altri ancora
il nome derivò da una famiglia di origine francese, che arrivò
dalla Sicilia, dal nome Brancaleone.
Nel 1364 il Feudo di Brancaleone
fu assegnato ad Antonello Ruffo fino al 1515. L’ultima discendente Geronima
Ruffo sposò Alfonso de Ayerbo di Simari. Con la morte di Alfonso,
4 giugno 1520, il feudo passa a Michele d’Aragona de Ayerbo, nel 1548
al figlio Alfonso che vende la baronia a Troiano Spinelli Marchese di
Mesoraca.
Il feudo fu rivenduto da Giovanni Battista Spinelli di nuovo ad Alfonso
d’Aragona. Nel 1571 la terra di Brancaleone fu acquistata da un nobile
di Messina don Cristofaro la Rocca. Rivendicata ancora da Alfonso de Ayerbi
questi la rivende a una nobile messinese D. Eleonora Spadafora, coniugata
con Federico Stayti, che dopo la morte del figlio Andrea concede il feudo
al nipote Federico. Il quale acquista nel 1592 anche la terra di Bruzzano,
divenendo nel 1607 Marchese di Brancaleone. A questi succede il figlio
Diego e non avendo figli eredita tutto la sorella Ippolita morta nel 1674.
Dopo di questa Vincenzo VII° che fu l’ultimo feudatario dei Carafa
di Bruzzano che lo tennero fino al 1806). Il terremoto del 1783 causò
gravi danni al paese, così anche quello del 1905. con il terribile
terremoto del 1908 si deliberò il trasferimento dell’abitato, mai
attuato se non verso la fine del 1800 quando la marina cominciò
a ripopolarsi. Nacque in questo periodo ai piedi di Brancaleone superiore
la frazione di Razzà. Nel 1799 fu conquistato dai francesi e incluso
nel cantone di Bova, nel 1806 fu dichiarata Università posta sotto
il dominio di Bianco distretto di Gerace. Fino alla legge di riordino
del 1811 nel quale divenne Comune nel circondario di Staiti. Nel 1898
il Comune fu spostato alla Marina e abbandonato definitivamente dopo l’alluvione
del 1953. L’attuale Brancaleone ha ospitato, un confinato politico illustre,
Cesare Pavese, dal 4 agosto 1935 al 15 marzo 1936.
Grazie alle sue bellezze naturali,
la spiaggia, il mare e le sue strutture ricettive (citiamo ad esempio
l’Hotel Altalia), numerosi sono i turisti che giungono da varie parti
d’Italia e gli stranieri. L’agricoltura è fiorente così
come la pastorizia, l’artigianato e il commercio.
Bellissima la spiaggia. Vi è un bel lungomare abbellito con palme
e d’estate vi sono vari punti di ristoro e un lido.
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(Strada
nazionale – Bivio per Staiti) |
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(Statua
Padre Pio) |
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| (La
via Nazionale, strada principale) |
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Le frazioni sono Pressocito, Razzà e Galati.
Si ringrazia Nino Marino per la collaborazione
al servizio fotografico.
| 12.04.2008 |
daniele
dattola |
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